In crescita il mercato dei generici in Italia

Il 50 per cento dei farmaci comprati in Italia sono farmaci generici con un cospicuo risparmio per le tasche degli italiani.

Al Nord la diffusione è del 51,8 per cento, al Sud è invece del 48 per cento. In dieci anni si è passati da 17 milioni di farmaci equivalenti venduti (solo una persona su 100 li usava) a 189,47 milioni nel 2009 (il rapporto è oggi di 1 su 10).

Un passo in avanti è stato fatto, ma siamo ancora lontani dalla medica europea che registra un rapporto di 5 su 10). Anche gli esperti riuniti di recente per la presentazione del libro 'Farmaco Generico, un cammino lungo dieci anni. I protagonisti si raccontano' che ripercorre la storia dei medicinali unbranded dal loro ingresso ufficiale in Italia, con la legge 405 nel 2001, fino ai giorni nostri.

Realizzata nell’ambito della collana “I libri de Il Sole 24 Ore Sanità”, con il patrocinio di Assogenerici e il contributo incondizionato di Teva-ratiopharm, la pubblicazione è a firma di Massimo Cherubini, Francesca Giani e Michele Uda .

 

“La situazione è sicuramente cambiata rispetto a dieci anni fa – ha affermato Giorgio Foresti, Presidente e Amministratore Delegato di Teva Italia nonché Presidente di Assogenerici durante la presentazione del libro a Milano nei giorni scorsi, durante un convegno cui hanno partecipato rappresentanti dell’Antitrust, dell’industria, della comunità scientifica e delle Associazioni consumatori– e oggi in alcune importanti aree terapeutiche, come quella cardiovascolare, i farmaci betabloccanti generici toccano quota 20% a volumi. Se consideriamo la classe degli inibitori di pompa, tra cui il lansoprazolo, arriviamo al 30%. I cittadini hanno ormai preso coscienza che si tratta di medicinali di qualità elevata e, in più, convenienti: credo che gli italiani siano ormai culturalmente preparati al generico; in un certo senso, sono ora più ‘pronti’ dei loro stessi medici. È una realtà con la quale i prescrittori dovrebbero confrontarsi al più presto”.

Attualmente solo il 13% dei farmaci griffati ha un suo medicinale equivalente, per questo il Codacons ha chiesto al ministro della salute Ferruccio Fazio di adottare provvedimenti che rilancino e favoriscano la diffusione del generico. Perché “i medici di base persistono nel non voler prescrivere i farmaci equivalenti e i farmacisti dimenticano di informare il paziente dell’esistenza di un generico”.

 

» Archivio articoli su: Farmaci