1. Che cosa sconvolgente un bimbo nuovo!

da: Donatella Bacolla - Centro Pediatrico Torino

Buongiorno

Sono Donatella Bacolla, pediatra, direttore Sanitario del C.P.G. Centro Pediatrico. Ho passato tanto tempo ad occuparmi, presso il Regina Margherita, di bambini molto piccoli, ed altrettanto tempo presso il Centro Pediatrico, ad occuparmi di bambini di tutte le età. A seguito di queste esperienze, e con l’aiuto di tutti i collaboratori del Centro Pediatrico, vi racconterò man mano cosa capita  ai nostri bambini seguendo al loro crescita. Sono a vostra disposizione sul sito del Centro Pediatrico, se vorrete inviarmi domande che potrò anche girare ai colleghi che si occupano delle differenti specialistiche.

DAL PRIMO MESE IN POI

 CHE COSA SCONVOLGENTE UN BIMBO NUOVO!

Può essere il primo o l’ultimo di una serie di fratelli, ogni bambino porta con sé la SUA, UNICA emozione. Ma é determinante che la famiglia non si lasci travolgere da quell’esserino che irrompe nella vita di tutti e che chiede protezione. Il miglior modo per proteggerlo è di inserirlo in qualche modo nel contesto quotidiano. Certo cambiano le abitudini di sempre, le priorità,  l’organizzazione famigliare, ma debbono essere mantenuti il coinvolgimento della coppia, il sostegno reciproco, una qualche complicità fra papà e mamma, l’equilibrio dei fratelli.
Debbono inoltre essere pensate nuove regole   che comprendano tutta la famiglia, anche il piccolo nuovo.
E’ assolutamente sicuro che ogni bambino per “ diventare grande” con equilibrio ha bisogno di regole nei cui ambito sentirsi sicuro, che gli servano da contenitore e da guida.

E PRATICAMENTE COSA FARE?

La prima regola passa attraverso l’impostazione della pappa….. e   poi verranno tutte le altre!

VIVA IL LATTE DELLA MAMMA: dolcissimo, sempre pronto, caldo al punto giusto!

Inoltre è assolutamente riconosciuto che l’allattamento materno nel primo anno di vita previene l’obesità.
Circa il 95% delle neomamme inizia l’allattamento, ma tante smettono man mano (già nelle prime 4 – 5 settimane).
Nel primo periodo di vita del bambino le ansie della mamma sono tantissime: tante di queste sono rivolte proprio all’allattamento.
Il mio latte è sufficiente? Il mio latte è nutriente?

Ecco gli interrogativi più frequentemente ricorrenti ricorrenti, ma al risposta è così semplice! Se il bimbo cresce il latte è sufficiente e nutriente.
E quanto deve mangiare: non c’è una regola fissa per l’allattamento al seno: la regola è la bilancia una volta alla settimana  deve crescere un minimo di 20 grammi al giorno).

E  quando deve mangiare? 
Nel primo mese l’allattamento è a richiesta, ma poi anche il bambino allattato a latte materno deve osservare grossomodo degli orari, anche per permettere alla mamma di organizzare un pochino la propria vita.  Se non sono presenti patologie di alcun tipo, ovviamente, perché altrimenti diventa impossibile non dedicarsi completamente a lui.

Dopo il primo mese è bene cercare di attaccare il bambino al seno non più di 6 -7 volte nelle 24 ore, con un intervallo di 3 ore/ 3 ore e mezza tra un pasto e l’altro (certo, se il bambino dopo il primo mese continua a richiedere la poppata notturna il latte materno è così comodo, ricordiamoci però che per lui l’attaccarsi al seno durante la notte diventa una piacevolissima abitudine, che sarà complicato fargli perdere in seguito!).

Dopo il terzo mese mangia 5 volte al giorno per arrivare a 4 intorno al sesto mese (magari con un supplemento di latte/coccola prima della notte)

Per quanto tempo allattare?
Con latte materno esclusivo se possibile fino intorno ai  5  mesi, poi inizia il primo pasto di svezzamento (lo svezzamento inizia con il primo pasto non di latte).
Sarà il pediatra a stabilire quando il piccolo è pronto per la grande avventura.
Man mano si sostituirà prima un pasto, poi a breve un secondo e il latte della  amma sarà riservato per il primo e l’ultimo pasto ( mattino e sera). Ma ritorneremo sulla svezzamento. 
In seguito verrà sostituito un terzo pasto (intorno ai 7 – 8 mesi) e così fino all’anno.
Poi sarà la mamma a decidere quando smettere di allattare, ma e una decisione difficile, specie se il latte c’è ancora, e soprattutto quando il bambino reclama il pasto notturno - strillando fortissimo- e la mamma non sa come fare a negarglielo.
E quando il latte materno manca? E può capitare anche all’improvviso. Come capirlo…..
E’ semplice se si verifica una agalattia improvvisa e drastica, ma se il latte diminuisce poco a poco diventa più complicato: per prima cosa verificare ancora quanto cresce, seguendo le curve di crescita del primo mese di vita.
Spesso piange e richiede il seno in continuazione, ma non sempre è così: può  allinearsi semplicemente a curve di crescita più basse.

Rivolgersi sempre al pediatra se non cresce.

E’ bene comunque tenere a disposizione una scatola di latte in polvere (tipo 1 – è ben evidenziato sulle scatole di tutte le marche). Capita che Il latte materno manchi  anche all’improvviso e la fame del  piccolo non aspetta.
E’ comunque ben essere previdenti e, in tempi di abbondanza, quando di latte ce n’è magari anche troppo, fare scorta: tirare il latte con un buon tiralatte e conservarlo in freezer in porzioni monodose da utilizzare al bisogno (bisogno che può anche essere semplicemente una pausa per la mamma che decide di andare una sera a cena fuori affidando il piccolo ad una nonna: una pause ogni tanto la mamma se la deve concedere, per un buon equilibrio suo e del rapporto di coppia)

Si può  chiedere al proprio medico di indicarne un tipo. Se questo non fosse possibile ci si rivolge  al farmacista. Ma ricordiamoci  che i latti, anche se rispettano, tutti,  parametri di base fondamentali imposti da regole internazionali, non sono affatto tutti uguali! E i requisiti positivi non sono sempre soltanto legati all’aumento ponderale del bambino, ma a componenti che intervengono sul suo quoziente immunitario, sul suo sviluppo intellettivo, sulla sua acuità visiva.

L’allattamento artificiale può essere totale, in assenza totale di latte materno, o quando questo non copre più del 20% circa del fabbisogno giornaliero: Per un periodo di tempo è bene fare un allattamento misto, sapendo bene che meno il bambino si attacca al seno, meno si attiva la produzione di latte: ma quando questa è proprio scarsa, tanto vale passare ad un allattamento totalmente artificiale, senza colpevolizzare più di tanto la mamma: specialmente sapendo che la ricerca, studiando a fondo il latte materno,  ha man mano portato alla produzione di latti ( alcuni più di altri) veramente molto evoluti ed arricchiti di molti componenti che si trovano nel latte materno.

Come si prepara il latte artificiale? Per fortuna c’è quello liquido.

Ma se si sceglie quello in polvere?  - ad esempio per integrare il tmaterno quando questo non sia sufficiente (in questo caso è consigliabile specie se non se ne consuma molto, per non sprecarne).
Ecco come prepararlo.
Per prima cosa lavarsi bene le mani con acqua e sapone e asciugarsele preferibilmente con carta o con un asciugamano pulito e utilizzare biberon e tettarelle precedentemente bolliti in acqua ( per 1 – 2 minuti) o sterilizzati con metodi chimici

Poi si inizia a preparare la pappa:
far bollire dell’acqua per 1 - 2 minuti e lasciarla raffreddare a temperatura ambiente -se si utilizza acqua minerale, è sufficiente scaldarla se la bottiglia è aperta da poco e tenuta in frigorifero, se è aperta . tanto tempo è bene bollire anche l’acqua minerale.

Una parentesi: quale acqua minerale usare? Se l’acqua potabile è particolarmente dura ( se lascia un deposito biancastro sulla parete della pentola) scegliere un’acqua a basso contenuto di sali per i primi mesi e sostituirla dopo il terzo o quarto mese con un’acqua più ricca in particolare di calcio).
Versare nel biberon la quantità di acqua stabilita e aggiungere la polvere secondo le istruzioni date dal pediatra e/o scritte sul barattolo

E se il latte va ancora scaldato?
Inserire il biberon in uno scalda biberon (è la soluzione migliore: chiedi al tuo farmacista di consigliarti), oppure in acqua tiepida a bagno-maria (ma è più incerta la temperatura che si raggiunge.
Versare qualche goccia di latte sulla parte interna del polso per verificare che non sia troppo caldo.
Dare subito la pappa.

Ma si può conservare il latte già preparato?
Il latte può essere conservato in frigorifero a 2 – 4 ° , nel biberon coperto, per non oltre 24 ore.
Il latte ricostituito non può esser somministrato se resta a temperatura ambiente per più di 2 ore.
Non riporre il latte avanzato in frigorifero, ma buttarlo.

Tutto questo quando non ci sono problemi: man mano vi  racconteremo le piccole patologie, lo svezzamento, la dieta ottimale nelle differenti età, un po’ di antiinfortunistica e comunque qualche consiglio pratico.

Donatella Bacolla

 

 

 

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