Scompenso cardiaco? In arrivo un nuovo farmaco

 

Presentati nel corso del Congresso Europeo di Cardiologia i risultati dello studio scientifico SHIFT sullo scompenso cardiaco, malattia cronica che compare quando il cuore non è più in grado di svolgere la sua normale funzione di pompa e di apportare un adeguato flusso di sangue ai vari organi. Il Congresso è attualmente in corso a Stoccolma.

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet, ha interessato all’incirca 6.500 pazienti affetti da scompenso cardiaco moderato o grave, con una frequenza cardiaca superiore a 70 battiti al minuto e ha avuto come obiettivo finale quello di valutare l’efficacia dell’ivabradina contro lo scompenso cardiaco. L’ivabradina è una molecola in grado di ridurre la frequenza cardiaca, uno dei fattori di rischio (ndr. gli altri fattori, ipertensione, colesterolo alto, fumo e sovrappeso) per lo scompenso (ndr.malattia che solo in Italia interessa più di un milione e 200 mila pazienti) e che in passato è già stata utilizzata per altre patologie.

L’ivabradina – secondo i dati emersi – riuscirebbe a ridurre la mortalità legata allo scompenso del 26%.

Il farmaco potrebbe rivelarsi utile per i pazienti che presentano controindicazioni all’utilizzo dei betabloccanti (i farmaci solitamente usati per ridurre la frequenza cardiaca) o per i quali la terapia con i betabloccanti non si rivela efficacia nella giusta misura.

 

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